
Tomba senza discendenti,
siete voi miei figli, dèi erranti
che mi fate pregare e imprecare
indïato, indiavolato dalla vostra bellezza.
Bellezza per bellezza, l’amore circumambula
il mio onfalo senza centrare il mio mondo
pronto ad andare in pezzi. E invece sono intero,
attaccato alla grata del confessionale:
fisso sulla raggiera delle vostre bellezze.
Chi fosse interessato all’argomento, può trovare in questi versi importanti indicazioni sullo stato della poesia d’amore contemporanea. Il componimento citato, Vertigo, dà il titolo all’ultima raccolta di Arnold de Vos (Vertigo. 77 poesie per Ahmed Safeer, Edizioni del Leone, Spinea-Venezia, 2007 - € 10), poeta che i lettori di Saudade ormai conoscono bene. C’è un sapore nuovo in questa raccolta, uno sviluppo di semi che erano già presenti in forma latente nei suoi precedenti lavori. Impossibile non rilevare l’ipertrofia del tema amoroso, nonché omoerotico, che diventa una sorta di infinita ripetizione-variazione, un gioco ossessivo e drammatico, un discorso infinito e infinitesimale. Difficile anche non citare un importante testo di riferimento del poeta, i Frammenti di un discorso amoroso, ultima opera di Roland Barthes.